Fumata nera
G20 garbato con l'Italia e spaccato sulla Siria
Nulla di fatto. Una dichiarazione d’intenti, l’impegno a rafforzare la ripresa economica mondiale e le distanze di vedute sull’intervento militare in Siria che il vertice del G20 di San Pietroburgo non è riuscito a riavvicinare. Piccola soddisfazione per l’Italia arriva dalla “valutazione positiva” presente nelle conclusioni finali per i risultati raggiunti negli ultimi mesi dal nostro paese, dalla riforma delle pensioni ad altre misure varate dall’attuale governo.
19 AGO 20

Nulla di fatto. Una dichiarazione d’intenti, l’impegno a rafforzare la ripresa economica mondiale, e le distanze di vedute sull’intervento militare in Siria che il vertice del G20 di San Pietroburgo non è riuscito a colmare. Piccola soddisfazione per l’Italia arriva dalla “valutazione positiva” presente nelle conclusioni finali per i risultati raggiunti negli ultimi mesi dal nostro paese, dalla riforma delle pensioni ad altre misure varate dall’attuale governo.
Siria – L’ultima giornata del summit si era aperta con la decisione, ampiamente prevista, da parte della Cina, di sostenere il Consiglio di Sicurezza dell'Onu per risolvere la crisi siriana. A renderlo noto è stato il ministero degli Esteri cinese, a poche ore di distanza dall'incontro tra il presidente cinese Xi Jinping e quello statunitense, Barack Obama. Il ministero degli Esteri di Pechino ha poi chiesto un'indagine approfondita e imparziale sull'attacco del 21 agosto scorso, ribadendo la sua volontà di collaborare insieme alla comunità internazionale per l'avvio di una conferenza internazionale sulla Siria da tenersi in tempi brevi. Il premier turco, Recep Tayyip Erdogan, intervenendo in conferenza stampa ha sottolineato invece come quasi tutti i leader presenti a San Pietroburgo siano a favore di un intervento armato: "Quasi tutti i leader presenti al summit - ha detto Erdogan - stanno seguendo con attenzione il massacro siriano del regime sulla sua stessa gente e hanno espresso l'idea che un'intervento è estremamente necessario contro Damasco". Ma a smentire Erdogan è stato poco dopo lo stesso padrone di casa, il russo Vladimir Putin, che ha invece elencato i paesi contrari a un intervento, sottolinenando come tra questi siano presenti anche l’India e l’Indonesia, “il più popoloso paese musulmano del mondo”. Putin ha poi ricordato come "l'uso della forza contro uno Stato sovrano è possibile soltanto in caso di auto-difesa, e – ha aggiunto - come sappiamo, la Siria non sta attaccando gli Stati Uniti. Oppure", ha proseguito, "vi si può ricorrere in base a una risoluzione adottata dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Come ha affermato uno dei partecipanti alle nostre discussioni - ha concluso - "coloro che agiscono diversamente si pongono al di fuori del diritto".
A nulla è quindi servito l’incontro bilaterale che Obama e Putin hanno avuto a margine del G20. Come rivelato dal consigliere per la politica estera di Putin, Uri Ushakov, i due leader hanno constatato il persistere di divergenze reciproche a proposito della crisi in Siria E così il G20 rimane spaccato a metà sulla Siria e su un intervento militare contro il regime di Assad. “La questione non è stata propriamente risolta”, ha detto Putin aggiungendo che “in caso di attacco, la Russia aiuterà la Siria solo dal punto di vista umanitario”.
Italia - Nelle conclusioni finali del G20 trova spazio anche "una valutazione positiva" nei confronti dell'Italia per i risultati raggiunti negli ultimi anni. Spiegano fonti ben informate che nel documento si fa riferimento, in particolare, alla riforma delle pensioni e ad altre riforme varate dal governo nvitando l’Italia a proseguire in questa direzione. Il presidente del Consiglio, Enrico Letta, intervenuto in conferenza stampa al termine del vertice, ha dichiarato che nel corso del summit "c'è stata una centralità sulla questione lavoro e sull'occupazione giovanile", con la creazione delle "basi giuridiche" e del "consenso politico" per andare avanti in questa direzione. "La disoccupazione giovanile diventa priorità – ha affermato Letta -, è il grande incubo del nostro tempo e lavoreremo in questa direzione". Rammarico ha poi espresso Letta per la mancata soluzione della crisi siriana: "Permane in modo molto doloroso la divisione sul tema della Siria. Lavoreremo affinchè rientri, per una soluzione politica ma anche per ribadire la condanna sull'uso delle armi chimiche". "L’Italia – ha concluso il presidente del Consiglio - non parteciperà ad alcuna iniziativa di carattere militare che non abbia l'autorizzazione esplicita dell'Onu". L'Italia figura comunque tra i firmatari, insieme a Stati Uniti, Australia, Canada, Francia, Giappone, Repubblica Corea, Spagna, Regno Unito e Turchia di un documento in cui, oltre a rimarcare l'uso da parte di Assad di armi chimiche, si sottolineano il supporto e glil sforzi per contrastarne l'utilizzo.
Siria – L’ultima giornata del summit si era aperta con la decisione, ampiamente prevista, da parte della Cina, di sostenere il Consiglio di Sicurezza dell'Onu per risolvere la crisi siriana. A renderlo noto è stato il ministero degli Esteri cinese, a poche ore di distanza dall'incontro tra il presidente cinese Xi Jinping e quello statunitense, Barack Obama. Il ministero degli Esteri di Pechino ha poi chiesto un'indagine approfondita e imparziale sull'attacco del 21 agosto scorso, ribadendo la sua volontà di collaborare insieme alla comunità internazionale per l'avvio di una conferenza internazionale sulla Siria da tenersi in tempi brevi. Il premier turco, Recep Tayyip Erdogan, intervenendo in conferenza stampa ha sottolineato invece come quasi tutti i leader presenti a San Pietroburgo siano a favore di un intervento armato: "Quasi tutti i leader presenti al summit - ha detto Erdogan - stanno seguendo con attenzione il massacro siriano del regime sulla sua stessa gente e hanno espresso l'idea che un'intervento è estremamente necessario contro Damasco". Ma a smentire Erdogan è stato poco dopo lo stesso padrone di casa, il russo Vladimir Putin, che ha invece elencato i paesi contrari a un intervento, sottolinenando come tra questi siano presenti anche l’India e l’Indonesia, “il più popoloso paese musulmano del mondo”. Putin ha poi ricordato come "l'uso della forza contro uno Stato sovrano è possibile soltanto in caso di auto-difesa, e – ha aggiunto - come sappiamo, la Siria non sta attaccando gli Stati Uniti. Oppure", ha proseguito, "vi si può ricorrere in base a una risoluzione adottata dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Come ha affermato uno dei partecipanti alle nostre discussioni - ha concluso - "coloro che agiscono diversamente si pongono al di fuori del diritto".
A nulla è quindi servito l’incontro bilaterale che Obama e Putin hanno avuto a margine del G20. Come rivelato dal consigliere per la politica estera di Putin, Uri Ushakov, i due leader hanno constatato il persistere di divergenze reciproche a proposito della crisi in Siria E così il G20 rimane spaccato a metà sulla Siria e su un intervento militare contro il regime di Assad. “La questione non è stata propriamente risolta”, ha detto Putin aggiungendo che “in caso di attacco, la Russia aiuterà la Siria solo dal punto di vista umanitario”.
Italia - Nelle conclusioni finali del G20 trova spazio anche "una valutazione positiva" nei confronti dell'Italia per i risultati raggiunti negli ultimi anni. Spiegano fonti ben informate che nel documento si fa riferimento, in particolare, alla riforma delle pensioni e ad altre riforme varate dal governo nvitando l’Italia a proseguire in questa direzione. Il presidente del Consiglio, Enrico Letta, intervenuto in conferenza stampa al termine del vertice, ha dichiarato che nel corso del summit "c'è stata una centralità sulla questione lavoro e sull'occupazione giovanile", con la creazione delle "basi giuridiche" e del "consenso politico" per andare avanti in questa direzione. "La disoccupazione giovanile diventa priorità – ha affermato Letta -, è il grande incubo del nostro tempo e lavoreremo in questa direzione". Rammarico ha poi espresso Letta per la mancata soluzione della crisi siriana: "Permane in modo molto doloroso la divisione sul tema della Siria. Lavoreremo affinchè rientri, per una soluzione politica ma anche per ribadire la condanna sull'uso delle armi chimiche". "L’Italia – ha concluso il presidente del Consiglio - non parteciperà ad alcuna iniziativa di carattere militare che non abbia l'autorizzazione esplicita dell'Onu". L'Italia figura comunque tra i firmatari, insieme a Stati Uniti, Australia, Canada, Francia, Giappone, Repubblica Corea, Spagna, Regno Unito e Turchia di un documento in cui, oltre a rimarcare l'uso da parte di Assad di armi chimiche, si sottolineano il supporto e glil sforzi per contrastarne l'utilizzo.